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Motociclisti in pausa, Storie gelate e ruote sgonfie al passo del San Gottardo

In una fredda mattina invernale, un allegro gruppetto di motociclisti, dal cuore infuocato ma con le moto in letargo, si ritrovò davanti alla sbarra chiusa del Passo del San Gottardo. La scena, più adatta a un sequel di “Frozen” che a un raduno di biker, li vide contemplare la strada coperta di neve, pronti a sfidarsi in racconti tanto esagerati da far impallidire un film di fantascienza.

“Amici, l’anno scorso ho attraversato il passo in retromarcia sulla mia Harley, con una piega di 78 gradi e tutto ciò senza mani!” esclamò Franco, cercando di tenere il broncio mentre i suoi compagni erano piegati in due dalle risate.

“Eh, roba da principianti,” ribatté Lisa con una smorfia ironica. “Io ho saltellato da un tornante all’altro come in un parco giochi. Un vero e proprio parkour motociclistico, capito?”

Non poteva mancare Mario, il re dell’iperbole. “Sapete, una volta qui mi sono imbattuto in un Yeti. Gli ho dato un passaggio fino in cima al passo. Chi l’avrebbe mai detto che i Yeti sono appassionati di moto?”

Quella conversazione era un delizioso mix di autoironia e malinconia. Ridere di sé stessi e della propria situazione alquanto paradossale: motociclisti a piedi, storie prive di ogni logica, fantasie alate mentre le loro fedeli moto sonnecchiavano nei caldi garage.

Quando la realtà li riportò a terra, decisero di rifugiarsi nel loro angolo invernale, il bar “La Ruota Sgonfia”. “Riscaldiamoci con qualcosa di forte, chissà che le nostre storie non sembrino più realistiche,” ironizzò Luca, con un ghigno.

Camminando verso le loro auto, lanciarono un ultimo sguardo nostalgico alla sbarra del passo. “All’anno prossimo, San Gottardo!” disse qualcuno tra una risata e l’altra, già pregustando le future storie improbabili da raccontare davanti a un buon bicchiere al “La Ruota Sgonfia”.